mar

30

apr

2013

il fallo di velo, come cambierà dal 2013-14

è effettivamente un fallo poco conosciuto, che peraltro pochissime volte viene sanzionato in gara, ma, considerato che è previsto, forse sarebbe il caso...

Partiamo dal principio:

c'era una volta il "fallo di velo". Ovvero quel fallo che si concretizzava nel momento in cui uno o più giocatori della squadra in battuta si adoperavano nel cercare di impedire la visuale sul battitore da parte della squadra in ricezione.

esso nasceva per un principio di correttezza sportiva:

lasciare all'avversario in ricezione il massimo delle chance di costruzione della propria azione di cambio-palla.

da "Regole di Gioco":

12.5 VELO

12.5.1 I giocatori della squadra al servizio non devono impedire agli avversari di vedere il giocatore al servizio o la traiettoria della palla per mezzo di un velo individuale o collettivo.

12.5.2 Un giocatore o un gruppo di giocatori della squadra al servizio effettuano un velo se agitano le braccia, saltano o si muovono lateralmente, durante l’esecuzione del servizio, o sono raggruppati per coprire la traiettoria della palla.

il "principio di correttezza sportiva" è palesato nell'artico 12.5.1, mentre l'art. 12.5.2 esplicita quando il fallo si configura.

Al tempo in cui io giocavo, si sapeva bene che palesare all'arbitro la sola intenzione di far velo, era causa della sanzione del fallo stesso!

nella regola, infatti, non viene presa in considerazione la traiettoria della palla battuta (tesa, piuttosto che a campanile; sorvolante o meno un proprio giocatore sotto-rete).

nel tempo, però, la FIVB sentiva l'esigenza di dover esplicitare, tramite la Casistica e non tramite la correzione delle regole, alcuni chiarimenti:

11. QUANDO SI CONFIGURA UN FALLO DI VELO?

Quando singolarmente o collettivamente, i giocatori eseguono movimenti o saltelli atti a nascondere la traiettoria della palla di servizio, o quando, singolarmente o in gruppo, alzano le braccia al di sopra della propria testa e la traiettoria della palla passa sopra di loro. Ovviamente se tale traiettoria risulta molto alta rispetto alla rete, il velo non si può configurare.

a leggere la casistica sembrerebbe che la FIVB abbia voluto nel tempo:

da una parte rafforzare il concetto del fair-play di gioco, stabilendo che il fallo di velo si configura anche quando "..un giocatore..alza le braccia al di sopra della propria testa e la traiettoria della palla passa sopra di lui. ..", senza che necessariamente egli si sia prodigato a muovere le braccia e/o saltellare e/o spostarsi lateralmente e/o si sia raggruppato con alcuni compagni..

dall'altra parte ridimensionarlo, dichiarando non falloso il velo quando "..tale traiettoria risulta molto alta rispetto alla rete..".

premesso che effettivamente ritengo poco intelligente il tentativo di far velo se poi il battitore colpirà la palla per ottenere un 'campanile', questo fatto, proprio perché risulterebbe tatticamente inutile, sarebbe il caso che non venisse sminuito davanti alla volontarietà di metterlo in pratica (saltelli, spostamenti, ecc)!

qualunque tipo di palla servirà il battitore, infatti, il tentativo di velo (agitare le braccia, saltare, muoversi lateralmente o aggregarsi in maniera serrata) avrà comunque ottenuto il condizionamento in negativo dei giocatori in ricezione: quantomeno li avrà innervositi.

se invece entrassimo più nel merito ai termini giuridici, ci accorgeremmo immediatamente di alcune incongruenze tra il regolamento & la casistica, rispetto a ciò che gli arbitri vengono istruiti a fischiare.

più esattamente mi riferisco all'uso delle congiunzioni "e" ed "o".

ma visto che dalla prossima stagione 2013-14 le regole di gara circa il fallo di velo saranno modificate, prima di addentrarci nel merito giuridico andiamo a leggere le variazioni:

http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/P/punibilita.shtml

12.5.1    Gli atleti della squadra al servizio non devono impedire agli avversari con un individuale o collettivo velo, di vedere il battitore E la traiettoria della palla.
12.5.2    Un atleta o un gruppo di atleti della squadra al servizio fa/nno velo agitando le braccia, saltando o muovendosi lateralmente durante l'esecuzione del servizio o stando raggruppati nascondendo il battitore E la traiettoria della palla.

l'inserimento della dicitura "..e della traiettoria della palla." non andrebbe a toccare la prima parte della regola 12.5.2.

dicevamo infatti della valenza giuridica delle congiunzioni "E" ed "O":

- la congiunzione "e" sta a significare che due fatti devono verificarsi assieme affinché si configuri il fallo.

prendiamo la seconda parte della regola 12.5.2:

"Un atleta o un gruppo di atleti della squadra al servizio fa/nno velo...nascondendo il battitore E la traiettoria della palla.".

al verificarsi di una sola delle due variabili ("nascondendo il battitore", piuttosto che "nascondendo la traiettoria della palla"), il fallo non si configura.

- ma se analizzassimo l'intera regola, ci accorgeremmo di una "o" al suo interno che divide di fatto l'articolo in due periodi distinti e quindi 'spezza' in due diverse situazioni la regola stessa, dando alla prima parte dell'articolo un'autonomia giurisdizionale.

la prima parte dell'art. 12.5.2 recita:

"Un atleta o un gruppo di atleti della squadra al servizio fa/nno velo agitando le braccia, saltando o muovendosi lateralmente durante l'esecuzione del servizio.".

questa prima parte della regola, ancor ora, prevede quindi la punibilità della sola intenzione (antisportiva) di far velo, a prescindere dalla traiettoria che la palla battuta prenderà.

all'interno dell'art.12.5.2, l'introduzione della nuova regola va ad incidere nel solo secondo periodo, quindi sarebbe indirizzata al voler inquadrare meglio la valutazione del fallo di velo quando non vi sia una vera e propria intenzione di attuarlo:

  • nella pallavolo moderna, infatti, a differenza della pallavolo ante seconda metà degli anni '80, l'aggregazione nel centro del campo dei tre giocatori di prima linea della squadra in servizio è quasi d'obbligo e quindi risulterebbe pressoché pretestuoso pensare alla volontarietà di aggregazione per commettere fallo di velo a prescindere
  • la stessa postura "a mani alzate", in quanto tale, non sarebbe punibile se essa non copre sia la palla che la traiettoria

ma tutto ciò non toglie valenza al concetto espresso nella prima parte dell'art.12.5.2 (è fallo ogni qualvolta si manifesti l'intenzione di commetterlo)!

eppure le indicazioni agli arbitri a tutti i livelli sono quelle di prendere in considerazione l'esclusiva seconda parte della regola 12.5.2:

"..il fallo di velo si configura (e quindi va punito) unicamente se la palla battuta ha una traiettoria tesa e sorvola un giocatore con le mani tenute sopra l'altezza della testa."

mi domando:

ma che le scrivono/modificano a fare, le regole di gioco, se poi i vertici federali le fanno applicare come pare a loro?

mah...

da parte mia potete star certi di una cosa:

finché la FIVB non ufficializzerà la 'derubricazione' del fallo di velo a mero fallo configurabile esclusivamente dal punto di vista geometrico (eliminando la regola 12.5.2), io continuerò ad insegnare che il fallo di velo prevede la punibilità della semplice e manifesta intenzione di attuarlo e che quindi esso è concettualmente l'emblema del fair-play che deve esistere nella pallavolo!

PS: altrimenti risulta ipocrita il meravigliarsi di dove possano arrivare certi atteggiamenti del pubblico (che negli ultimi anni sono in aumento vertiginoso)! vi pare?

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