La Pallavolo non è più italiana

di seguito, il testo integrale di una lettera consegnata al CP di Pisa:

Pisa, 12/11/2006

Scrivo questa non per nostalgia, ma perché convinto di ciò che di seguito sarà descritto e auspico che la proposta finale sia argomento di riflessione.

Nel mio piccolo sto assistendo ad un continuo ma inesorabile declino della pallavolo, dovuto sì alla diminuzione demografica unita a situazioni contingenti che vedono i/le bambini/e più “solitari” e pigri, ma anche alla perseverante ricerca di nuove regole che, se ad alto livello (non credo) portano benefici, nelle giovanili portano solo confusione e disaffezione verso ciò che oggi imparano e domani non sarà più così.

Un esempio: una regola modificata ultimamente è l'altezza della rete nell'under 16 femminile.

Immagino che questa regola sia stata modificata per favorire la selezione delle giocatrici, ma essa ha anche un altro effetto:

allontanando le giocatrici più minute o in ritardo di sviluppo (quest'ultime in genere sono quelle a cui resta il fisico più atletico), le atlete più dotate possono convincersi a seguire l'amica in un altro svago!

Pensate veramente che nelle società sportive di provincia, senza il supporto delle compagne più basse o in sovrappeso, una ragazza dotata avrebbe la possibilità o solo la voglia di continuare a giocare?..

Certo, una volta indipendenti, queste atlete potrebbero sempre scegliere una società sportiva più confacente alle proprie doti, ma per una atleta che a 14/15 anni può scegliere, ce ne sono sempre cento che non vogliono o non possono; e queste.. le stiamo affondando!

Non devo essere certo io a ricordarVi che ogni volta che un possibile talento (ma anche no) decide di smettere, in qualche modo abbiamo perso tutti..

Nella lontana stagione 1983-84, al mio II° anno di pallavolo da atleta, l'allenatore ci fece scrivere una specie di compito in cui dovevamo esprimere quello che pensavamo del nostro sport. Fui molto stupito quando in uno dei successivi allenamenti il mio scritto venne letto a tutta la squadra per una frase particolare. Mi domandavo il perché in uno sport che si chiama “Palla-a-volo” non venisse permesso il recupero dei palloni coi piedi, intravedendo in questo una maggiore spettacolarizzazione del gioco. Probabilmente nessuno più di me, nei secondi anni novanta, accoglieva con favore l'immissione di questa nuova regola (sentendola in qualche modo un po' mia)..

In seguito si verificavano dei cambiamenti regolamentari che avrebbero stravolto la pallavolo. L'area di battuta, il really point system, il Libero, il net, il tempo/numero dei tentativi di battuta, la non più fallosità del I° tocco.. senza entrare nel merito del giudizio per ogni singola modifica, esse si devono considerare solo arrangiamenti per correggere la precedente modifica:

col RPS si assistette all'esplosione dell'uso dei doppi tentativi di servizio per la paura di sbagliare il servizio da parte dei giocatori; l'area di battuta allargata, poi, comportava troppi ace, per cui si ricorse alla modifica della regola dei 15”+un altro tentativo in servizio di 5", con un unico tentativo di 8”. A quel punto erano troppi gli errori in servizio (net) e si inserì la regola del net buono che però mandava fuori tempo i ricettori i quali, senza l'ausilio del palleggio, non potevano tenere una posizione di ricezione adeguata all'ampliamento della zona da coprire. allora si modif... [sequenza a titolo esemplicatico]

Sia chiaro, non sto criticando le nuove regole per partito preso (il loro fine è anche plausibile), ma mi chiedo: com'è stato possibile che la pallavolo sia sopravvissuta e cresciuta per più di mezzo secolo se era così brutta e noiosa?

Queste nuove regole in realtà avevano un secondo fine:

rendere la pallavolo più spettacolare per portarla in TV e.. ottenere più soldi!

Già, più soldi; perché la pallavolo era uno degli sport con più tesserati (e quindi più seguito) al mondo, per cui già "spettacolare" di suo. Ma era povero e questo non andava bene.

L'idea consisteva nel cambiare le regole del gioco per farlo diventare più televisivo. Il risultato ottenuto è stato del tutto opposto: la pallavolo in televisione non si vede praticamente più se non si possiede un decoder. Ma nelle PayTV la trasmettono in quanto sport importante e non perché le nuove regole l'abbiano resa più spettacolare!

Ed anche il concetto che il nuovo tipo di punteggio avrebbe reso più programmabile una partita non regge se confrontato col tennis che viene sempre e comunque trasmesso (forse sarebbe bastato diminuire il punteggio da 15 a 12 o 10..! anche perché il nuovo punteggio non ne eliminava il problema principe: quanto durerà la partita?

dal punto di vista di una programmazione televisiva, infatti, la soluzione portata dalla FIVB "vi abbiamo tolto qualche minuto alla durata di ogni singolo set", non comporta nulla, dato che per una buona programmazione televisiva il grosso dell'attenzione è preso dalla risposta alla domanda: "ma quanti set durerà quella partita?", poiché, per ogni set in più oltre il terzo, a quella programmazione salteranno almeno dai 20' ai 25'!)

 

[NdA: nel video, ecco un esempio dello "spettacolo" ottenuto (complimenti!)]


L'unico vero problema della pallavolo, quindi, sta nel fatto che non è uno sport televisivo. Infatti in questo sport lo spettacolo è dato da due fattori tridimensionali:

1. la direzione/traiettoria della palla durante un attacco (dove cadrà la palla?)
2. il gioco sviluppato dal palleggiatore (a chi ha alzato?)

riguardo il primo punto: l'inquadratura laterale alla rete non può fare niente: spesso la velocità della palla e le sue dimensioni in video, impediscono al telespettatore di capire che direzione la stessa abbia preso dopo l'attacco;

riguardo il secondo punto: la visione bidimensionale, annullando la prospettiva, non fa percepire lo sviluppo del gioco creato dal palleggiatore (non a caso il beach è molto televisivo: lo spettatore sa già a chi il palleggiatore alzerà la palla, per cui riesce ad immedesimarsi nel gioco!).

Ma torniamo un attimo indietro e consideriamo il nuovo ruolo: il Libero.

Una figura che doveva migliorare lo spettacolo aumentando la difesa e si è trasformato nell'arma migliore della vecchia azione di cambio-palla!

Questo fatto rende bene l'idea di quanto si sia sbagliato in questi ultimi anni nell'intento di rendere più visibile la pallavolo.

Durante un corso di aggiornamento della scorsa stagione ('05/'06) relazionato da Bonitta che esaltava questa figura, gli esponevo il mio pensiero che purtroppo è supportato dai risultati degli ultimi anni proprio dalla più blasonata nazionale maschile:

secondo me, con l'entrata in vigore del Libero, si è aumentata la forbice tra le varie nazionali, permettendo la costruzione di nuovi e diversi Centrali (cioè di colossi che attaccano, murano e battono senza che sia necessario che sappiano far altro) si è di fatto voluto penalizzare quei paesi come l'Italia che hanno una statura media inferiore e che hanno sempre dovuto lottare per avere una squadra competitiva.

Il fatto che inizialmente l'Italia vincesse ancora, si deve al motivo che non era ancora arrivata la generazione dei nuovi Centrali. Nella vecchia pallavolo, il problema dei 'colossi' stava infatti nelle loro capacità tecniche, per cui nel costruire un Centrale si doveva trovare un compromesso tra fisico e destrezza, cosa che l'Italia ed altri paesi avrebbero potuto continuare a trovare.

Adesso, invece, per quanto l'Italia possa contare su liberi di eccellente qualità, la differenza fisica dei giocatori in I^ linea non è più paragonabile a quella dei giocatori di altre nazionalità.. per cui un giocatore tecnico come Papi può solo GIOCARE nell'Italia, non più VINCERE (spero veramente che i mondiali mi smentiscano).

 

[NdA: i mondiali non mi smentirono, come neppure le successive olimpiadi di Pechino e Londra (ascolta il video: 1':03")]


Rendendomi conto che non è più possibile tornare indietro, vorrei esporvi una modifica alla regola del Libero che potrebbe realmente portare maggior spettacolo nella pallavolo.

Ormai questo ruolo si è fossilizzato ed ha specializzato anche i compiti degli altri. Dare la possibilità al Libero di essere a tutti gli effetti un giocare di II^ linea che non andrà mai al servizio, aprirebbe delle varianti a mio avviso interessantissime al gioco. Infatti ogni allenatore avrebbe la possibilità di scegliere i compiti del Libero modificando radicalmente la struttura di una squadra:

1. utilizzo del Libero in ricezione/difesa (cioè nel modo attuale+attacco occasionale)
2. utilizzo del Libero come attaccante di II^ linea (per avere più varianti in attacco+ricezione)
3. utilizzo del Libero come alzatore sempre in penetrazione (le squadre che adottassero questa soluzione si ritroverebbero sempre con un potentissimo attacco a tre, ma con turni senza il palleggiatore in campo e con minor ricezione)

In questa maniera ogni squadra adatterebbe il Libero al proprio gioco e alle capacità dei suoi giocatori, aumentando dove servisse la ricezione piuttosto che la potenza di attacco o l'organizzazione di squadra. Così (è un'ipotesi) mentre la Russia userà il Libero per aumentare la ricezione, l'Italia potrebbe provare ad utilizzare due opposti in formazione per mantenere un miglior muro (Montali applica già questa tattica, ma la può utilizzare una volta a set).. 

NB: sarebbe anche possibile che col tempo si arrivasse ad osservare l'applicazione in tutte le squadre della terza situazione descritta, ma forse quello sarebbe l'unico modo di cambiare questa pallavolo che termina troppo presto e che, per questo motivo, più che emozionante è divenuta stressante:

il divertimento non è più nella conquista del singolo Punto, cercato dopo aver guadagnato il servizio, ma solamente nella vittoria del set.

Si è pensato, sbagliando, che il really point system avrebbe esaltato il singolo punto e invece ci troviamo a sperare che le squadre non arrivino alle fasi finali dei set con troppo divario: ne perde proprio lo spettacolo!!!

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Commenti: 1
  • #1

    roberto (giovedì, 12 luglio 2012 01:59)

    urge un PS:
    un mio sentito "grazie!" a Berruto che dalla prossima stagione '12-'13 quantomeno ha equiparato il settore maschile a quello femminile.
    purtroppo, però, il tempo ed i fatti hanno continuato a darmi ragione...

    ...e mi rendo conto di non essere stato il solo a pensarlo:
    http://pianetavolley.blogosfere.it/2005/12/nostalgia-canag.html