Cialtronaggine da competizione

..e probabilmente, in un ipotetico campionato, la FIPAV si piazzerebbe in cima al podio.

Mi trovo costretto a tornare a parlare del settore FIPAV che ho più a cuore: il sitting volley (pallavolo paralimpica).

Nel marzo di quest’anno si sono svolte le elezioni per il rinnovo dei presidenti e dei consiglieri.

A livello nazionale, dopo diverse riconferme, l’ex presidente Magri è stato trombato, a favore del neo presidente Bruno Cattaneo.

Con il cambio al vertice, era logico aspettarsi stravolgimenti di cariche istituzionali, così non meraviglia che Montesi sia stato spogliato della carica di Referente nazionale del settore sitting volley ed al suo posto vi sia stato messo il dimissionario CT della nazionale femminile di sitting, neo consigliere e membro della Giunta Esecutiva: Guido Pasciari.

Non appena nominato, Pasciari riesce a fare ciò che il suo predecessore non era riuscito nei tre anni precedenti:

indire il primo campionato italiano di sitting volley per squadre di club.

“BENE!”,

direte voi...

Ma l’indizione è questa (leggetela con attenzione):

- Composizione delle Squadre Partecipanti

Ogni Società può partecipare con una squadra composta da atleti disabili fisici visibili, ai quali si possono aggiungere altri tipi di disabili o disabili minimali e normodotati.

- Limite minimo di atleti disabili sempre in campo - Allenatori

Le squadre devono rispettare il numero minimo di due atleti disabili fisici sempre in campo. Solo gli allenatori (max n.2) abilitati al Sitting Volley, fisioterapista e medico possono sedere in panchina.

Indizione Campionato Italiano M e F Sitt
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ora.. nel sitting volley esistono soltanto tre categorie di atleti:

  • i Disabili
  • i Minimo Disabili (chi non ha una disabilità così grave da rientrare tra i Disabili)
  • i Normodotati (chi non ha una disabilità tale da rientrare nei Minimo Disabili. Ovviamente in questa categoria rientrano anche coloro che non hanno una disabilità)

 e due categorie di allenatori:

  • quelli abilitati al sitting
  • e quelli non abilitati al sitting
situazione sitting volley al 1° ottobre 2016
il sitting al 1° ottobre '16

Alle società sportive non restava altro che valutare:

da una parte, se la società aveva un allenatore abilitato sitting (tra gli oltre 200 di tutta Italia);

dall’altra, chi fossero quei citati Disabili Visibili.

Anche perché, senza quella informazione, le società si sarebbero iscritte ad un campionato senza sapere se ne avessero avuto i requisiti:

l’indizione specificava: “sempre almeno due Disabili in campo”! [NdA: ma “visibile” o no?]

Vien da sé che le società che avevano in rosa un Disabile ed un Minimo Disabile, non avrebbero potuto iscriversi.

Quindi parte la corsa al capire chi fossero i fantomatici “disabili visibili”, ma nessuno lo sa.

Neppure la FIPAV risponde alla domanda. Si arriva alla data di scadenza delle iscrizioni al campionato senza che nessuno sappia chi potessero essere questi “Disabili Visibili”. Neanche il CIP, interpellato da me, ha saputo dare una risposta.

Già questo fatto, di per sé, giustifica il titolo di questo articolo, ma in realtà c’è un'altra cosa.

Ecco la comunicazione ufficiale della partenza dei campionati (uno maschile e uno femminile) ad iscrizioni chiuse:


Norme di Partecipazione al 1° Campionato
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come abbiamo facilmente potuto capire dagli stralci di regolamento postati qui sopra, DOPO la chiusura delle iscrizioni al campionato vengono modificate le regole:

  • sparisce la categoria dei “Disabili Visibili”
  • vengono inglobate le categorie “Disabile” e “Minimo Disabile” in un’unica categoria (Disabile)
  • sparisce l’obbligo per le società di schierare allenatori con l’abilitazione al sitting volley.

Ciò significa che le succitate ipotetiche società che non si erano iscritte al campionato perché non rientravano nei parametri minimi (o semplicemente non sapevano se vi potevano rientrare), si ritrovano auto-escluse, ma con i parametri giusti a posteriori per l’iscrizione.

D’altro canto, società che magari si erano iscritte senza rientrare in quei parametri, si ritrovano (chissà come) a non doversi più preoccupare di instaurare collaborazioni con altre società non iscritte al campionato, per il prestito di atleti Disabili. Questi ultimi, definitivamente esclusi.

A questo punto sarebbe interessante andare a vedere in che classificazione siano state iscritte quelle tre atlete della nazionale che, nei vari tornei internazionali, sono state dichiarate "normodotate" (cioè con una disabilità non ancora importante da rientrare tra i “Minimo Disabili”) da classificatori internazionali, due delle quali, guarda caso, giocano proprio in forza alla squadra del 'nostro' Responsabile nazionale Guido Pasciari: il Nola Città dei Gigli.

[NdA: Il campionato, diviso in due gironi, è partito in maniera sfalzata, per cui alcune di queste atlete hanno già giocato le prime partite di campionato, altre devono cominciarlo questo weekend]

PS del 15/5: e, come volevasi dimostrare, la squadra di Nola del nostro Referente nazionale del sitting volley, Guido Pasciari, allenata da sua figlia, vince il proprio girone di qualificazione schierando in campo una disabile, tre normodotate e due "normo" fatte classificare Minimo Disabili.

NdA: le atlete disabili di Nola hanno tutte un'amputazione 'alta' al femore. Nella foto si intravedono entrambe le gambe della sesta atleta in campo

PS del 21/5: com'è possibile che la squadra del nostro Responsabile nazionale FIPAV, il Nola Città dei Gigli, in semifinale schieri in campo una atleta che nelle fasi di qualificazione era in forza alla squadra calabrese?

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